Anpal: arriva l’assegno di ricollocazione

01/12/2016

Si tratta di uno degli strumenti previsti dal Jobs Act. Ne costituisce, insieme alla Naspi e ad altri tasselli fra cui la neonata Anpal che ne gestirà l’erogazione, l’altro lato, quello concentrato appunto sulle politiche attive per il lavoro. Stiamo parlando del cosiddetto assegno di ricollocazione destinato alle persone in cerca di un impiego. Vediamo come funziona.
Entro fine novembre si partirà con 30mila destinatari. Dal 2017 sarà pronto il sito dell’Anpal, che sostituirà il famigerato Cliclavoro, dove tutti quelli che percepiscono la Naspi, l’indennità di disoccupazione riservata ai lavoratori dipendenti che abbiano perso il lavoro, possono farne richiesta attraverso una Did, una dichiarazione di immediata disponibilità. Ma solo se incassano la disoccupazione da oltre quattro mesi. L’obiettivo dell’assegno, infatti, è accelerare la ricerca di un posto alleggerendo il peso dell’indennità.
L’aspetto interessante è che l’importo dell’assegno sarà stabilito da un algoritmo. Tenendo insieme il curriculum del disoccupato – scolarizzazione, area geografica, competenze e altri ingredienti – e affinandosi col tempo assegnerà un punteggio da zero a 1 sulla base del quale sarà assegnata la cifra. Chi uscirà con 1 avrà l’assegno più altro (5mila euro), chi sarà valutato zero quello da mille. Questo perché, come ha spiegato il presidente dell’Anpal Maurizio Del Conte, “più alta è la distanza del disoccupato dal mercato del lavoro, più alto sarà l’assegno e quindi l’aiuto a rientrare nel mercato”.
Si cambia, insomma. Dall’assistenzialismo al proattivismo. Il lavoratore in cerca d’impiego avrà un tutor che lo seguirà nel percorso. 
Attenzione: l’assegno, o per meglio dire il voucher, è spendibile in tutti i centri per l’impiego pubblici o privati accreditati regione per regione e fino all’esaurimento dei fondi destinati. Insomma, non si tratta di un’integrazione al reddito – tanto che non costituirà appunto reddito imponibile – ma di un meccanismo per tentare di far funzionare davvero i centri per l’impiego. E di farli funzionare in modo sensato e qualificante per i lavoratori che vi si rivolgono.
Quei soldi, infatti, i centri per l’impiego li percepiranno solo quando il lavoratore avrà trovato un lavoro. E dovrà essere un contratto a lungo termine. Viceversa, per i contratti a breve scadenza l’importo del bonus verrà ridotto e la parte rimanente dovrà comunque essere spesa per cercare un’occupazione più stabile. Si spera in questo modo di evitare trucchi e trucchetti: per incassare gli assegni le agenzie potrebbero trovarti un contrattino di un mese e dimenticarti. Non si potrà fare. Questa, in effetti, è una svolta notevole. Ma la responsabilizzazione aumenta anche per il lavoratore: se farà richiesta di un assegno di ricollocazione e non lo spenderà entro due mesi perderà la Naspi.
Nel complesso, l’assegno – che rompe i vecchi equilibri territoriali, affidandosi a parametri oggettivi e legandosi a un obiettivo preciso – durerà sei mesi prorogabili per altri sei nel caso non sia stato consumato l’intero ammontare corrisposto.

 

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